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Adozione Percorsi

 

PREMESSA

PREPRARARSI ALL'ADOZIONE: LE INFORMAZIONI, LE LEGGI, IL PERCORSO FORMATIVO E DI COPPIA PER ADOTTARE UN BAMBINO

LOREDANA PARADISO

PREMESSA

L’adozione, come la nascita, è una scelta che cambia radicalmente la vita delle persone che si avvicinano a questo progetto. La coppia crea lo spazio per accogliere un bambino "nato da altri", con un'origine diversa, una storia precedente, degli affetti da cui ha dovuto separarsi. Questo richiede una disponibilità che si può realizzare soltanto in seguito ad un'attenta riflessione: accettare un figlio che "arriva dal mondo" è una esperienza talmente particolare che sollecita una valutazione precisa e profonda di questa scelta e una preparazione puntuale all'incontro adottivo.

Prepararsi all'adozione è quindi una riflessione sul percorso che si intraprende per avvicinarsi a questo progetto e sulle caratteristiche e specificità della relazione genitori-figli adottivi.

Non quindi un'elaborazione che nasce dalle problematiche sulla genitorialità biologica – evento in cui l'uomo e la donna sono gli unici protagonisti della generazione del figlio – ma dalle specificità di quella adottiva, in cui i soggetti che partecipano all'incontro sono diversi: i genitori biologici che hanno vissuto condizioni personali e sociali che hanno impedito loro di portare avanti il progetto educativo, il bambino che ha sperimentato la perdita delle figure a lui care, gli operatori che hanno seguito questo momento e hanno deciso l'allontanamento e l'adozione, la famiglia adottiva che si rende disponibile ad accogliere un bambino che ha subito un abbandono e che porterà con sé questa esperienza, nei suoi ricordi e pensieri, lungo tutto il percorso di crescita e di sviluppo delle relazioni familiari.

Non quindi una genitorialità che nasce dal corpo dell'uomo e della donna, bensì da un'esperienza generativa che si realizza grazie alla riflessione personale e di coppia sui motivi che spingono i partner ad avvicinarsi alla scelta, sul percorso sociale per arrivare ad adottare, sull'immagine di bambino che la coppia ha, sul significato dell'accoglienza di una persona che ha sofferto per il proprio abbandono, sul valore della diversità che scaturisce dal confronto tra genitori e figli molto diversi tra loro.

La presenza di soggetti che hanno storie differenti rende questo percorso particolare, anche perché esso può essere realizzato soltanto attraverso il rapporto con il contesto sociale: gli operatori del territorio e i giudici.

Il percorso di preparazione all'adozione è complesso, in quanto raccoglie in sé prospettive e punti di vista molto lontani tra loro: quello del genitore che desidera un figlio, del bambino che cambia famiglia, degli operatori che lavorano per rendere possibile e sereno questo incontro. Ottiche che, se non sono conosciute e comprese, possono entrare in conflitto tra loro e produrre uno scontro di interessi e valori.

Il compito più significativo della genitorialità adottiva è proprio dato dall'integrazione di prospettive diverse, che hanno delle profonde implicazioni sia sul piano individuale, sia su quello familiare: l'incontro adottivo si realizza tra persone che avevano un legame relazionale precedente da cui si sviluppa un altro rapporto. Questo non elimina l'esperienza passata, che rimane presente sul piano simbolico e necessita di un processo di elaborazione per essere integrata ed accettata come aspetto costitutivo dell'identità genitoriale e filiale.

Un altro livello di complessità è dato dalla capacità di confrontarsi con soggetti che rimangono vivi nell'immaginario, anche se non occupano uno spazio reale nelle relazioni familiari: i genitori biologici e le persone conosciute nel paese d'origine.

Questi sono gli aspetti che rappresentano il filo conduttore di tutto il percorso di formazione proposto che confluisce, nelle conclusioni, in una riflessione sul ciclo di vita della famiglia adottiva. La possibilità di prepararsi ad un 'esperienza particolare come questa non può essere realizzata se non da un'attenta considerazione e maturazione di quelli che sono gli eventi, le problematiche psicologiche dei diversi protagonisti nei momenti principali del loro ciclo di vita.

Prepararsi all'adozione è quindi un itinerario che richiede alla coppia di entrare in un contesto di problematiche sociali e culturali di cui, di solito, non si ha conoscenza, ma che diventano il presupposto fondamentale per avvicinarsi ad una scelta consapevole, in primo luogo del suo significato e valore e, in secondo luogo, dei compiti educativi e sociali a lei richiesti.

Soltanto la conoscenza dei temi, in primo luogo, e la riflessione e la discussione di coppia o di gruppo, in secondo luogo, possono condurre alla maturazione di una scelta orientata ad un bambino che presenta una storia particolare di sofferenza e alla comprensione ed elaborazione delle problematiche psicologiche del crescere ed educare nella relazione genitori-figli adottivi.

Prepararsi all'adozione è quindi nel contempo un itinerario di formazione per le famiglie adottive e una riflessione sulla genitorialità adottiva. Ogni esperienza relazionale che agisce nel profondo ha bisogno di uno spazio e di un tempo interiore che permetta l'elaborazione, la riflessione e il confronto.

 

 

1. Guida alla lettura per i genitori

 

Prepararsi all'adozione è un percorso di formazione che ha come obiettivo globale quello di informare, preparare e sostenere la coppia nella fase della scelta adottiva e in quella di avvicinamento e realizzazione di tale progetto. L'itinerario proposto la accompagna nei momenti più significativi verso l'adozione. Ogni capitolo rappresenta un aspetto della storia adottiva che è importante conoscere, per avviare un confronto teso ad approfondire gli elementi peculiari di ogni singolo evento vissuto dalla famiglia.

Preparare l'adozione e prepararsi alla genitorialità adottiva sono gli obiettivi di questo itinerario formativo, che si conclude nel momento dell'ingresso del bambino in famiglia. Il testo si propone di sviluppare i momenti principali assumendo il punto di vista dei tre soggetti protagonisti del processo adottivo: la coppia, il bambino, gli operatori.

Il percorso è stato progettato in modo da presentare le problematiche dell'adozione e nel contempo stimolare la riflessione e la ricerca personale e di coppia.

Per questo, ogni capitolo si compone di tre momenti, ognuno con un ruolo preciso nell'itinerario formativo.

Il primo definisce gli obiettivi di ogni tappa formativa in modo da orientare l'attenzione sulle finalità complessive della riflessione proposta e del lavoro di coppia. La loro articolazione assume un ruolo di guida nel percorso di riflessione di ogni tappa.

Il secondo consiste nella presentazione del tema che caratterizza un evento della famiglia adottiva. Qui la coppia è chiamata a porsi in una condizione di ascolto e comprensione delle problematiche connesse ad ogni situazione.

Il terzo presenta gli spunti per la riflessione personale e con il proprio partner, che hanno l'obiettivo di stimolare i soggetti, individualmente o in gruppo, a valutare come i singoli eventi sono stati vissuti ed elaborati oppure come la famiglia si sarebbe comportata nei casi presentati nel testo. La formazione infatti non si esaurisce nella fase di ascolto e comprensione di un tema ma nel momento in cui questi diventano occasione di riflessione e valutazione personale, di coppia o di gruppo.

La formazione non viene concepita come uno strumento di acquisizione di informazioni, bensì come un ambito di riflessione e maturazione personale.

L'unico modo per realizzare questo obiettivo è quello di offrire uno spazio dove l'individuo, grazie al confronto con gli altri, può arrivare a conoscere le motivazioni che sono alla base dei propri atteggiamenti e delle proprie scelte.

L'itinerario di formazione affronta le seguenti tappe:

1. elaborare la scelta adottiva;

2. scegliere l'adozione nazionale e internazionale;

3. conoscere le leggi sull'adozione;

4. individuare la propria disponibilità ad adottare;

5. prepararsi ai colloqui con l'assistente sociale, lo psicologo e il giudice;

6. elaborare l'immagine di bambino;

7. conoscere la storia di un bambino che ha subìto un abbandono;

8. prepararsi all'incontro e all'inserimento in famiglia;

9. conoscere il significato e il valore dell'informazione sullo stato adottivo per lo sviluppo del bambino, delle relazioni familiari e del ruolo dei genitori;

10. individuare il ruolo della diversità nello sviluppo del bambino e delle relazione genitori-figli;

11. preparare l'adozione di uno o più fratelli.

Raccontare l'adozione e crescere nella diversità sono i compiti specifici della famiglia adottiva che si articolano lungo tutto il percorso di crescita del bambino.

Il percorso di formazione si conclude con una riflessione sulla genitorialità adottiva: a partire dai temi presentati nelle diverse tappe dell'itinerario formativo, si presenta il ciclo di vita della famiglia adottiva. ? un capitolo che approfondisce le caratteristiche della esperienza adottiva e ripercorre, sul piano teorico, le fasi di sviluppo di questa tipologia familiare individuando gli eventi critici, i problemi e le prospettive che affronta.

? una lettura, quest’ultima, che può essere affrontata anche se l'articolazione e il linguaggio assumono una valenza più tecnica e teorica. L'obiettivo finale è quello di offrire gli strumenti per conoscere gli aspetti caratteristici della genitorialita adottiva, per individuare e osservare gli eventi che la famiglia adottiva vive e per ottenere le informazioni di base che consentano di capire i processi che coinvolgono i protagonisti di questo percorso.

 

 

2. Guida alla lettura per gli operatori

 

Prepararsi all'adozione può essere considerato uno strumento di lavoro per gli operatori poiché contiene, nel contempo, una proposta operativa, caratterizzata dal percorso di formazione, e un approfondimento teorico degli aspetti centrali del percorso adottivo.

? rivolto agli operatori che accompagnano i genitori e la famiglia nel percorsi di avvicinamento e realizzazione dell'adozione, nella fasi di valutazione della coppia, di sostegno della famiglia nel momento dell'accoglienza del bambino attraverso interventi di osservazione della coppia (indagine psicosociale), di counseling psicologico o psicopedagogico (nella fase pre- e post-adozione), d’inserimento sociale del bambino (nella fase di ingresso nel mondo scolastico) e di formazione.

La particolarità del testo risiede nella presentazione delle problematiche psicologiche dell’adozione che si attivano nell'incontro di tutti i suoi protagonisti: genitore, bambino e operatori. Contiene quindi più prospettive di lettura che si integrano nel percorso di avvicinamento: la prospettiva della famiglia e quella degli operatori. Entrambi lavorano per preparare l'adozione di un bambino che ha subìto un abbandono. La coppia si prepara all'incontro adottivo, gli operatori accompagnano la coppia nel percorso di avvicinamento. L'incontro adottivo, infatti, avviene dopo un percorso di preparazione che li vede entrambi impegnati: nonostante le differenze di prospettive, di attese, di ruoli, entrambi i soggetti collaborano per rendere il processo adottivo un evento positivo e possibile per il bambino e la famiglia.

Prepararsi all’adozione raccoglie in sé due prospettive, le integra per creare lo spazio di accoglienza di un bambino. Ogni processo di integrazione è tale se permette il mantenimento della differenza. Anche questo testo ha tale caratteristica: presenta un orientamento comune che ha in sé due punti di vista: il primo orientato a coloro che vivono l’esperienza adottiva, quindi alle coppie e successivamente ai genitori che accolgono un bambino in stato di abbandono, il secondo invece rivolto a coloro che supportano la coppia e la famiglia nel momento di avvicinamento alla scelta adottiva e di accoglimento del bambino. ? uno sforzo congiunto che richiede quindi una cultura comune nel rispetto delle esigenze e prospettive di ciascuno.

Prepararsi all'adozione si propone anche agli operatori poiché sviluppa una riflessione sulla genitorialità adottiva (capitolo 13) accompagnata dalla progettazione di un percorso di formazione (capitoli 1-12).

La lettura del testo che qui si suggerisce prevede di approfondire in primo luogo la riflessione sulla genitorialità adottiva, contenuta nelle conclusioni con la presentazione del ciclo di vita della famiglia adottiva, per passare in seguito all'itinerario formativo presentato nei capitoli precedenti.

In questo modo, si inizia a conoscere il ciclo di vita della famiglia adottiva come base da cui avviare l'esplorazione e l'approfondimento dei temi centrali attorno a cui si sviluppa il percorso di elaborazione della genitorialità adottiva. Ogni capitolo rappresenta un'area di riflessione ed approfondimento degli aspetti psicologici chiave dello sviluppo dell'identità adottiva.

La progettazione proposta, infatti, si sviluppa a partire dagli eventi del ciclo di vita della famiglia adottiva: una formazione specifica orientata ai bisogni via via emergenti, indirizzata all'hic et nunc ed in prossimità dell'evento di vita che la famiglia sta per affrontare. Sulla base di questa intuizione, è stato proposto un modello di formazione distinto in tre fasi, ognuna delle quali comprende un periodo del ciclo di vita della famiglia adottiva: la prima è orientata a offrire un sostegno alla famiglia nella fase generativa (capitoli 1-2), la seconda di preparazione al percorso sociale (capitoli 3-7), la terza di sostegno della coppia nel momento di costituzione, formazione e crescita del nucleo familiare (capitoli 8-12). Sulla base di questa osservazione, viene proposto un modello di formazione che ha l'obiettivo di informare, preparare e sostenere la coppia durante tutto il percorso di costituzione dell'identità di genitore e famiglia adottiva.

Ogni capitolo può essere considerato come la traccia per una lezione attiva o come l'insieme dei contenuti che possono essere sviluppati all'interno di ogni incontro formativo ed è quindi suddiviso in tre parti: la definizione degli obiettivi didattici, l'elaborazione del tema e la presentazione di una griglia d’analisi per l'approfondimento. L’esposizione delle problematiche teoriche è alternata da racconti su situazioni relazionali che il formatore può utilizzare come spunti per avviare una riflessione di gruppo o come materiale su cui progettare role playing per le esercitazioni di gruppo.

 © Tutti i diritti sono riservati, come da legge sul Diritto d'Autore n. 518 del 1992 e successive modifiche.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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